Appuntamento al cinema…

Il cigno nero

di Chiara Porchera

Nina è una ballerina di danza classica a cui, dopo anni di fatiche e sacrifici, vieni affidato il ruolo della vita: fare la prima  ballerina nel balletto di Cajkovskij “Il lago dei cigni”. Nina è un grande Cigno Bianco, ma per interpretare anche il Cigno Nero deve far emergere il suo lato oscuro. Sembra troppo perfetta per potere affrontare la discesa negli inferi del proprio doppio.

In questo film non si trovano i soliti balletti e le scene pre-impostate di ogni film che parli di danza.  Nel Cigno Nero i tutù si macchiano di sangue e le scarpette da danza vengo piegate e spezzate fino a diventare della forma perfetta per racchiudere piedi distrutti dallo sforzo di compiere esercizi al limite dell’umano. Un film che mostra che il balletto non è solo grazia e compostezza, ma competizione sfrenata, ansia e timori che distruggono la psiche.

Un’interpretazione magistrale da parte di Natalie Portman, infatti il film le fece vincere l’Oscar. Il suo corpo,  nel film, mostra i sogni della propria mente distrutta: i gratti sulla schiena, la pelle martoriata e la magrezza estrema, troppo anche per una ballerina di danza classica. Impressionante il modo in cui riesce a trasformarsi nel suo doppio, in questo film che racconta la degenerazione morale di una ragazza alla costante ricerca della perfezione, spinta da una madre iperprotettiva e gelosa dei successi della figlia. Nina arriva alla prima completamente a pezzi, convinta che una collega più giovane voglia rubarle la parte, è ormai ai limiti della psicosi. Così durante lo spettacolo, nel mentre di una pausa ha una visione in cui uccide la sua rivale, quando nella realtà ha solo ferito se stessa. Perché alla fine il cigno nero ha vinto e così come nello spettacolo, il cigno bianco è destinato a  morire. Proprio come dice Nina nella scena finale, completamente ricoperta di sangue, lo spettacolo era stato perfetto, lei era stata finalmente perfetta.

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