Il linguaggio universale della musica: che serata al Circolo delle Muse!

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Atmosfera da salone ottocentesco e una serata da re: non è stato un semplice aperitivo quello del 13 maggio, consumato fra noccioline, olive e patatine, ma una vero e proprio evento in grande stile. Siamo al circolo del bridge, con grandi tavoli imbanditi e colorati in un salone di classe e spuntini sfiziosi per tutti i gusti. E, ciliegina sulla torta, musica dal vivo di grande livello. La regina della serata è Eleonora Filipponi, mezzosoprano dalla voce inconfondibile, accompagnata  al pianoforte dal maestro Tansini per “Il mezzo soprano nel bel canto”.

La serata, organizzata dal Circolo delle Muse, si prospetta deliziosamente unica: a tutto il pubblico composto da amanti e intenditori è offerta la possibilità di un viaggio nel passato. Un viaggio che ci permette di riscoprire grandi compositori come Mozart, Bellini e Verdi, nonché i luoghi, le storie, l’atmosfera e i  personaggi settecenteschi e ottocenteschi che hanno ispirato questi grandi maestri. Il linguaggio musicale è rimasto eterno ed universale e così le storie lontane e il nostro presente si mischiano: tutto il pubblico si ritrova in un’altra vita, in un altro tempo, lontano dai problemi e dalle stanchezze della giornata, lontano dalla bella Crema e dal suo Torrazzo, in un altro mondo.

Il primo brano, annunciato dal presidente del Circolo e conduttore della serata, Giordano Formenti, è un pezzo di Mozart: “La clemenza di Tito”. A seguire brani del periodo romantico, partendo dall’arietta “Vaga luna che inargenti”, composta da Bellini intorno al 1820, dallo stile estremamente semplice e sobrio che viene interpretato egregiamente da Eleonora: in sala si diffonde un’aura di magia che rasenta il divino. A continuare, viene proposto “Anna Bolena”, un brano del bergamasco Gaetano Donizzetti, compositore originale che diverrà poi un punto di riferimento per il giovane Giuseppe Verdi. Una tragedia lirica che racconta la tormentata storia di colei che ha conquistato il cuore di Enrico VIII e diviso la Chiesa d’ Inghilterra; una storia di intrighi, gelosie, rivalità e passioni, riscoperta dal grande pubblico grazie a Maria Callas. Per finire in bellezza, segue Verdi, il compositore italiano dell’ Ottocento per eccellenza. Sono stati scelti degli estratti di due dei suoi capolavori: un’aria del “Nabucco” e “Oberto, il Conte di San Bonifacio”. In entrambe le opere, Verdi scava nella psicologia dei personaggi mettendo in scena conflitti sociali, angosce e sentimenti, avvicinando l’opera lirica ai temi e ai problemi della sua epoca.

Eleonora non tradisce Verdi: questa ragazza tutta ricci biondi, giovane ma con un curriculum invidiabile, ha sfidato il pubblico e l’adrenalina mostrandosi una vera attrice lirica, estremamente talentuosa, originale e personale nell’interpretazione. Perfetto il timbro della voce, caldo e incisivo; perfette le movenze mimiche e gestuali. La buona musica non inganna perché va dritta al fondo dell’ anima, là dove si arresta il potere delle parole, e questo ne è un esempio. Ottimo anche l’ accompagnamento del maestro Tansini che ha contribuito, in maniera sostanziale, alla buona riuscita dello spettacolo.

Musica, il più grande bene che i mortali conoscano. E tutto ciò che del paradiso noi abbiamo quaggiù.

J. Addison.

Grazie Eleonora, per averci fatto gustare e scoprire un po’ di paradiso terreno!

Elisabetta

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