Marc Chagall: un “Ebreo Errante” in mostra a Milano

“Scorrono gli anni, volano i mesi e i giorni.

Ti svegli una mattina, e pare che sia finito un altro anno.

Ma è soltanto un nuovo giorno”

Si apre così, agli occhi dei visitatori, la mostra delle maggiori opere di Marc Chagall, al Palazzo Reale di Milano. L’espressionista franco-russo colorerà l’atmosfera del museo milanese con le sue tipiche sfumature oniriche fino al 1 febbraio 2015, ma il successo non si fa attendere fin da ora: al 20 ottobre si contavano già decine di migliaia di visitatori.

Io ho avuto il piacere e la fortuna di essere uno tra quelli, trascorrendo la mattinata tra le oltre 220 opere esposte. Fin dai primi quadri si capisce quanto l’etichetta di espressionista vada stretta all’eclettico Chagall: le accese tonalità tipicamente fauviste che tendono quasi ad accecare chi le ammira, mixate con tratti cubisti alternati a sfumature post-impressionistiche della Scuola di Parigi, rendono l’artista un po’ a se stante, racchiuso in quel mondo di sogni e ricordi che è il fondamento dei suoi dipinti.

Il dipinto nell’immagine qui sopra è “Il Compleanno”, realizzato nel 1915 con la tecnica olio su cartone, ed è una delle opere più note dell’artista – ed è anche una di quelle che, personalmente, ho apprezzato di più all’interno dell’esposizione. Realizzato in onore della prima moglie, Bella, fa parte di una serie di cornici che inneggiano l’amore che li lega, un sentimento così forte e nobile da far scaturire in Chagall “la sensazione della leggerezza dell’essere, quella voglia di volare e di sfidare la forza di gravità”, facendolo letteralmente fluttuare nell’aria verso l’amata, con le loro labbra unite in un bacio quasi catartico. Chagall dipinge minuziosamente ogni dettaglio, ad indicare che quando è con la moglie Bella ogni cosa della realtà è perfetta e sembra che lei possa portargli la felicità.

Marc Chagall, però, non è solo amore idilliaco immerso in un’atmosfera onirica: è un mosaico di immagini, paesaggi e sfaccettature, tasselli presi dal folklore russo e dalla tradizione ebraica a cui è fortemente legato. La sua città, Vitebsk, è rappresentata in tutte le sfumature possibili, affiancate spesso alle figure dell’immaginario appartenente ai costumi rurali della sua terra, come il gallo, i placidi tetti del paese o l’asino – quest’ultimo simboleggia l’artista stesso, dall’animo innocente e bonario. Il caratteristico dipinto “Io e il villaggio”, dove Chagall si raffigura all’interno del suo piccolo universo natale fatto di animali di fattoria, persone in festa e paesaggi di campagna, ne è il massimo esempio.

Alla tranquillità dei ricordi d’infanzia legati alla terra natale (spesso lasciata dall’artista che era solito frequentare anche Parigi, gli Stati Uniti ed Israele) si contrappone l’irrequietezza che con le le due Guerre Mondiali impregna l’animo di Chagall: emblematica è la figura dell’Ebreo Errante, uno dei soggetti più epici ed interessanti mai dipinti dall’autore, simbolo del popolo ebraico costantemente perseguitato e in fuga, alla ricerca delle sue radici e del suo posto nel mondo.

Oltre a questi e tanti altri fantastici dipinti (con i corrispondenti schizzi su carta), in questa mostra sono anche esposti i lavori che Marc Chagall ha sviluppato in funzione del teatro (costumi e sceneggiature) e della letteratura (le deliziose illustrazioni delle favole di de La Fontaine, suo caro collaboratore ed amico): un imponente pot-pourri di arte sviluppata in ogni sua forma – accessibile per la prima volta dopo sessant’anni proprio nel nostro territorio – la cui identità ha attraversato epoche e ha immerso le sue componenti in secoli di storie, tradizioni, culture e nazionalità diverse. E che, dopo decenni, continua ancora ad affascinare.

Un eccezionale arazzo di idee, sogni, sentimenti e memorie: ecco ciò che Marc Chagall è, è stato e continuerà ad essere.

O meglio, come si descrisse lui, “un Cristo crocifisso, fissato coi chiodi al cavalletto”.

                                                                                                          Michele

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Una risposta a Marc Chagall: un “Ebreo Errante” in mostra a Milano

  1. mikmaestroni ha detto:

    L’ha ribloggato su Parole alla Tempestae ha commentato:
    Ecco il mio articolo sulla mostra di Marc Chagall e le sue opere esposte a Milano: un’esperienza davvero notevole.
    Pubblicato sul blog della compagnia teatrale “Franco Agostino Teatro Festival”, dateci un’occhiata, non è niente male.

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