Biblioteca ambulante

Pascal Campion art

Una scossa della metro mi sveglia, mi guardo intorno e sono tutti accalcati e stanchi: gli sguardi bassi e le occhiaie la fanno da padrone sul viso, l’aria grigia della città entra nei polmoni e negli occhi.

Più li osservo e più m’appaiono come libri da leggere: la copertina è l’apparenza, dalla quale posso tracciare una trama, e le pagine sono, invece, per chi vuole andare oltre l’aspetto.

Qualcuno di curioso, non impiccione, che ti sfoglia incuriosito dalla tua storia; che ti apprezza per ciò che sei e non per ciò che hai. Sono persone rare ultimamente. Non stare immobile, prendile per mano e trascinale in questa biblioteca ambulante che è la vita; scaraventale nella tua avventura.

Siediti sulla metro e ascolta la musica con uno sconosciuto, fai i complimenti a qualcuno che secondo te è vestito bene e di’ in faccia ciò che pensi.

Apparirai pazzo, riceverai insulti, ma porterai colore in questo grigiore e, chi lo sa, magari contagerai qualcuno.

Rotolati nell’erba quando ti pare, bevi dalla risorgiva o dalla cascata, tuffati nel lago o salta nelle pozzanghere, togliti le scarpe e cammina a piedi scalzi: non perché lo fanno gli altri, ma perché lo vuoi tu.

Per sentirti libero, anche se sei in gabbia, per strappare un sorriso a chi ti circonda, per fare ciò che ti fa star bene. E se ti farai male, ridi e rialzati.

Perché ricordati che un libro rovinato è un libro vissuto, di quelli sfogliati e risfogliati, pieni di sogni, di orecchie per tenere il segno o perché in quelle pagine c’è qualcosa da ricordare; libri colmi d’appunti e sottolineature perché ti ricordano qualcosa che hai vissuto anche tu. Beh, che dire, aveva ragione Arthur Schopenhauer:

La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.

Non restare lì imbambolato, davanti al monitor di un pc o di un cellulare. Spegnilo: vai a sognare e a vivere.
                                                                                                                                                    Cecilia

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